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Sun Black

COMUNICATO STAMPA

Con il progetto "Tom - Antho", Università della Tuscia di Viterbo, Scuola Superiore Sant'Anna, Università di Pisa e Università di Modena e Reggio Emilia riuniscono in un superalimento non ogm i benefici dell'ortaggio e dei frutti di montagna che contengono elevate dosi di antiossidanti.
Ecco il "pomodoro nero" che combatte i radicali liberi

E' un pomodoro ma quando matura la sua buccia assume una colorazione viola tendente al nero, grazie alla presenza degli antociani, pigmenti che si trovano in alcuni vegetali, come l'uva nera e i mirtilli. Gli antociani sono potenti antiossidanti, utili a contrastare la formazione dei radicali liberi e, quindi, a rallentare il processo di invecchiamento. "Sun black", come è stato ribattezzato questo "pomodoro nero", che però conserva una polpa di colore rosso e che mantiene inalterato il sapore, è un supernutriente e può quindi garantire benefici alla salute. Si tratta del risultato di una ricerca che non ha fatto ricorso a tecnologie di ingegneria genetica (OGM), nella consapevolezza che tali alimenti non incontrano, al momento, il favore dei consumatori italiani.  Il "sun black" è stato concepito nell'ambito del progetto interuniversitario "Tom - Antho", finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e coordinato dal professor Pierdomenico Perata, ordinario di fisiologia vegetale alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Al progetto partecipano le università della Tuscia di Viterbo (referenti scientifici sono i professori Andrea Mazzucato, Gian Piero Soressi e Leonardo Varvaro), di Pisa (referenti scientifici il dottor Fernando Malorgio e il professor Alberto Pardossi) , Modena e Reggio Emilia (referente scientifico è il professor Nicola Pecchioni).
Il "sun black" unisce in un unico alimento le componenti nutrizionali di più frutti. Il team di ricercatori è partito da una constatazione: che l'aspettativa di vita è aumentata grazie anche all'aggiunta, in alimentazione, di molecole capaci di prevenire le malattie e di migliorare la qualità del metabolismo, rallentando l'accumulo di radicali liberi. E' nata così l'idea di combinare in uno stesso alimento le qualità del pomodoro con quelle dell'uva nera o dei mirtilli che contengono un'elevata quantità di antociani, dall'azione antiossidante. Gli antociani sono infatti assenti normalmente nei pomodori. Per raggiungere l'apporto nutritivo del "sun black", una possibile, salutare insalata dovrebbe essere arricchita dalla presenza di mirtilli o di uva nera.
Il "pomodoro nero" è ormai arrivato al secondo anno di raccolta, soprattutto per merito del lavoro svolto dai professori Gian Piero Soressi e Andrea Mazzucato dell'Università della Tuscia (Viterbo), che ha ottenuto il pomodoro Sun Black effettuando un incrocio tra varietà di pomdoro con caratteristiche contrastanti. Uno dei genitori di Sun Black produce piccole quantità di antociani nella buccia, mentre l'altro genitore produce elevate quantità di antociani nelle foglie. Dall'incrocio di queste due varietà è nato Sun Black, che mostra la intensa colorazione viola-nera nella buccia del frutto. Il risultato ottenuto con il "sun black" rappresenta un'ulteriore conferma della vitalità della ricerca condotta in Italia: con circa 150mila euro (finanziamento del Ministero dell'Università) è stato infatti possibile un risultato che potrebbe modificare in maniera significativa l'alimentazione umana. Per il progetto si confermano due obiettivi: uno propedeutico rispetto alla ricerca agroalimentare e a un possibile ingresso del "sun black" nel circuito commerciale; il secondo sta nello studio dei geni coinvolti con il processo di produzione di antociani per migliorare ulteriormente, senza ricorso a OGM che non incontrerebbero l'approvazione dell'opinione pubblica, la componente nutrizionale degli alimenti.
ex facoltà di Agraria - Università degli studi della Tuscia (Viterbo)