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Sessione IV

Realtà ad Actinidia nel Mondo

 

La Cina rappresenta per ricchezza in germoplasma e per superfici investite ad actinidia, il maggior produttore a tutt’oggi largamente inespresso e di maggior importanza genetica e commerciale nel panorama mondiale. La numerose selezioni, varietà, le differenti caratterisitiche pedo-climatiche in areali estremamente lontani tra loro, i numerosi sistemi agronomico-colturali, rappresentano un indiscusso valore aggiunto per il miglioramento di questa frutticola (Jiang, Cina). Nel panorama mondiale, la Nuova Zelanda, evidenzia la miglior organizzazione commerciale ed i maggiori investimenti, trainata anche in altri areali oltreconfine dalle sua cv. a polpa verde (Hayward), e dalle recenti a polpa gialla (Hort 16 A). Oltre ad A. deliciosa ed A. chinensis, sono in corso differenti studi inerenti la valorizzazione di altre specie (A. arguta, A. eriantha, A. kolomikta, A. poligama, A. rufa). Per tutte le cv. si sta puntando a migliorare l’aroma, il sapore, la forma, l’aspetto, la consistenza, la conservabilità, la produttività ed il ritorno economico per i produttori. Delle 47 selezioni maggiormente promettenti, 4 sono quasi pronte per essere immesse sul mercato: 1 a polpa gialla a maturazione precoce, 2 a polpa gialla con una maggior conservabilità, 1 a polpa verde a maturazione precoce e dal sapore più dolce (Ferguson, Nuova Zelanda). In Grecia sono coltivate 3 cv. (Hayward, Tsechelidis, Soreli) e l’andamento dei prezzi recentemente ha subito una leggera flessione. E’ il quinto produttore mondiale, il secondo nell’UE ed il 90% della produzione è destinato al mercato estero. Ancora devono svilupparsi adeguatamente le OP e, per il prossimo futuro, si punta ad aumentare le produzioni, la qualità, stimolare la domanda, ricercare mercati alternativi ed a promuovere il kiwi greco (Manossis, Grecia). In Romania, fine anni ’80-inizio anni ‘90 inizia ad essere coltivata l’actinidia. In virtù di un programma di miglioramento genetico tra l’Università di Bucarest e la Vitroplant Italia, il material ibrido è rappresentato da oltre 1000 semenzali di A. arguta. Ad oggi risultano selezionati 3 genotipi maschi e 45 femmine a polpa verde e, 5 maschi e 200 femmine a polpa rossa. Gli studi si sono concentrati sul contenuto di zuccheri, acido ascorbico, colore e precocità. Al momento 8 selezioni sono in fase avanzata per una loro commercializzazione; 4 sono a polpa verde e 4 a polpa rossa. L’ A. arguta mostra un notevole potenziale commerciale con qualità superiori; dal gusto ad un contenuto maggiore di sostanza secca, vitamina C, ed altri principi attivi, come ad entrare tra i prodotti di quarta gamma, pronti al consumo (Stanica, Romania). Alla fine degli anni ’70 inizia la coltivazione dell’actinidia in Montenegro. Oggi sono circa 60 gli ettari dedicati a questa frutticola, con la cv. Hayward come la più coltivata, insieme a Tomuri e Matua come impollinatori, ed in misura minore altre (Elisabeth,Top Star e Gold Star. Abbot, Bruno e  Monty). Il sistema d’allevamento più diffuso è quello a tendone, tra i fattori ambientali caratteristici, il vento a volte influenza le stagioni vegetative, mentre è minima l’incidenza dei parassiti; oggi si è presa coscienza degli ampi margini esistenti per un miglioramento ed un adeguato sviluppo di questa frutticola (Perovic, Montenegro). In Spagna, l'actinidia introdotta alla fine degli anni '60 inizia ad essere coltivata a metà degli anni '70 e, dopo una flessione alla fine degli anni '90, oggi vede una sua ripresa con oltre 750 Ha coltivati ad actinidia. Il 90% del kiwi prodotto è cosumato internamente, soddisfacendo solo il 10% delle domanda interna. E' in corso un ricambio generazionale, ed è sentito il bisogno di aumentare le professionalità come acquisire consocenze in merito ai differenti aspetti agronomico-colturali, fitosanitari ed a sviluppare collaborazioni internazionali. E' il quinto produttore europeo e si distingue per la sua qualità, sempre più apprezzata dai consumatori.

 

Nel futuro dell'actinidia, la Cina rivestirà un ruolo sempre più importante che, se opportunamente guidato, porterà benefici per tutti gli attori coinvolti. La Nuova Zelanda è punto di riferimento per organizzazione ed investimenti mirati soprattutto in marketing e ricerca. Nuove varietà sono pronte ad essere commercializzate; differenti nazioni dentro e fuori l'UE si stanno attrezzando, lasciando intrevedere nuovi scenari e mercati per il kiwi prodotto nel mondo e per questo, l'Italia, deve ulteriormente migliorarsi per recitare il ruolo che le compete.
ex facoltà di Agraria - Università degli studi della Tuscia (Viterbo)